L’articolo 20 della legge n. 3/2012 prevedeva che con uno o più decreti il Ministro della giustizia avrebbe dovuto stabilire la data a decorrere dalla quale i compiti e le funzioni che la legge attribuiva agli organismi di composizione della crisi avrebbero dovuto essere svolti in via esclusiva. Questa norma è stata abrogata dalla sostituzione degli originari articoli da 15 a 20 con l’attuale sezione III, che comprende solo gli originari articoli 15 e 16, dall’articolo 18, comma 1, lett. t) del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Ciò vuol dire che ha ritrovato vigore la previsione di cui all’articolo 15 della medesima legge che, al comma 9, prevede che i compiti e le funzioni attribuite agli organismi di composizione della crisi possono essere svolti anche da professionisti.

La competenza territoriale dell’organismo la si ricava da quanto previsto dall’articolo 7 e 12 bis (che richiama l’articolo 7), in quanto è previsto che Il debitore in stato di sovraindebitamento puo' proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell'articolo 9, comma 1.

Nessuna previsione normativa sembra escludere che un organismo possa avere più sedi, quello che rileva è che comunque può operare solo nel rispetto del limite di competenza territoriale di cui al punto b). Il fatto che nel dm 202/2014 è previsto, all’articolo 4, che il responsabile del registro deve verificare, fra l’altro, la sede non pare che possa impedire ad un organismo di avere più sedi. Sul punto, dovrebbe intervenire il Ministero se restringere o meno l’ambito.

L’articolo 6, comma 6 prevede che gli ordini possono fissare i criteri di equipollenza tra i corsi di formazione e di aggiornamento biennale e i corsi di formazione professionale,

Il 27 gennaio di quest’anno si è concluso il periodo transitorio previsto dall’articolo 19 del Decreto Ministeriale 202/2014 che dispone: «Per i tre anni successivi all'entrata in vigore del presente decreto, i professionisti appartenenti agli ordini professionali di cui all'art. 4, comma 2, sono esentati dall'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 4, commi 5, lettera d), e 6, primo periodo, purché documentino di essere stati nominati, in almeno quattro procedure, curatori fallimentari, commissari giudiziali, delegati alle operazioni di vendita nelle procedure esecutive immobiliari ovvero per svolgere i compiti e le funzioni dell'organismo o del liquidatore a norma dell'articolo 15 della legge». Questa norma consente di derogare, oltre al generale sistema per l’iscrizione come gestori presso gli Organismi di Composizione delle Crisi (OCC), anche agli obblighi previsti dalla normativa in tema di formazione biennale dei gestori della crisi.
Concluso il suddetto periodo, a partire da quale termine occorrerà calcolare il biennio entro il quale provvedere a concludere la frequenza del corso di aggiornamento ex art. 4, comma 5, lettera d)
Nella risoluzione del presente quesito, la Fondazione ADR Commercialisti aderisce all’interpretazione fornita dal Ministero della Giustizia al quesito posto dall’OCC dei Commercialisti di Trani; in relazione all’obbligo di formazione biennale ex art. 4, comma, lettera d), si devono distinguere due fattispecie:
- In caso di professionista che sia diventato gestore della crisi usufruendo della normativa transitoria, ovvero con il requisito delle quattro procedure, il corso di aggiornamento di 40 ore dovrà essere effettuato nel biennio che decorre dal 29/01/2018 al 29/01/2020;
- In caso di professionista che sia diventato gestore della crisi tramite il requisito della frequenza di un corso di formazione iniziale di 200 o 40 ore, il corso di aggiornamento di 40 ore dovrà essere effettuato nel biennio che decorre dalla data di iscrizione nel registro (data del P.D.G. del singolo gestore).

Il Ministero della Giustizia, su richiesta di un organismo di composizione, si è espresso favorevolmente in merito all’inserimento, nel regolamento interno dell’OCC, di fattispecie specifiche di decadenza delle procedure dovuta all’inerzia del debitore.
Il quesito sollevato nasce dalla necessità, manifestata da diversi organismi di composizione della crisi, di interrompere le procedure quando si rileva una persistente inerzia e/o disinteresse da parte del debitore, ciò nell’ottica di ottimizzare le risorse ed evitare un inutile e gravoso dispendio di energie.

In proposito è stata sottoposta al Ministero la formulazione di un apposito articolo nel regolamento interno dell’OCC:

Il Referente, su proposta del gestore della crisi, valuterà quale possibile causa di decadenza della procedura:
- La mancata accettazione del preventivo da parte del sovraindebitato entro 60 gg dalla data della comunicazione della nomina del gestore.
- La mancata presentazione del ricorso ove la causa sia da imputare al sovraindebitato per inerzia nella presentazione del ricorso medesimo, entro il termine di un anno dalla accettazione dell’incarico da parte del gestore.

Chiamato a valutarne la rispondenza del testo citato alla normativa vigente, il Ministero ha dato parere favorevole, consentendone l’inserimento nel regolamento dell’OCC.